


'Il futuro con Hera? Heraviglioso' - Guarda la campagna istituzionale di Hera: https://www.youtube.com/watch?v=sDGyMZ0Zhr8

VITERBO - Vi capita, o forse ci capita (talvolta, nel quotidiano, succede raramente) di provare sollievo per opzioni percorribili? In qualche circostanza – possiamo ammetterlo – il ventaglio di chance possibili è così ampio da frastornarci; in altri momenti, invece, l’eureka è un semplice lampo.
Spesso, riducendo i nostri problemi con facilità, una soluzione ci aiuta a vedere chiaro anche in una cortina di dubbi e preoccupazioni: ci restituisce speranza, rafforzando le nostre certezze e l’orgoglio, ci istruisce sulle strade successive da imbroccare, ci plasma e ci modifica.
Beh, senza troppi convoluti patemi, questo è successo quando l’energia elettrica ha pervaso i soggiorni domestici, lasciandoci liberi di accantonare le alternative più scomode. Hera, multiservizi che guarda al futuro, con un profilo solido e propositivo, conosce bene l’innovazione e l’engagement che esercita, ma anche la sua effettiva portata di ritrovato. Insomma, un ausilio pratico e ideale, senza il quale le nostre azioni sarebbero vincolate.
L’illuminazione elettrica, nella nostra odierna complessità creativa, non basta a realizzare la routine che viviamo: Hera trasforma i rifiuti organici in carburante, contribuendo all’evoluzione di interi comparti produttivi, si occupa di trasporti pubblici e si estende al fotovoltaico, creando una catena di costellazioni sociali e istituzionali forti.
La campagna pubblicitaria generale, recentemente lanciata, contribuisce al posizionamento competitivo dell’azienda e fornisce un portfolio ironico, scanzonato e sfaccettato di benefit possibili per le reti di servizi.
Attraversando ogni frame, ci si imbatte in una continuità che pare essere, senza tecnicismi, la storia incoraggiante della porta accanto: la prima scena vede un uomo gettare i rifiuti organici, con la suadente voce over che ne reclamizza la conversione in carburante; è mostrato un bus a energia elettrica, pieno di bambini sul punto di andare a scuola, per poi passare alla rete idrica e alle applicazioni fotovoltaiche.
Il “fil vert” – massì, concediamoci il mood ecologista – del filmato è l’esclamazione “Heraviglioso!”, indubbio richiamo alla denominazione di Hera e al respiro della sua intrapresa. Collettività, elementi del paesaggio urbano e green donano un’energia che anche lo spettatore può percepire, soprattutto attraverso il corollario dello spot: braccia allargate verso il futuro e il jingle “Heraviglioso”, cantato, senza premesse, con ispirazione a Modugno.
La campagna adotta uno schema inclusivo e persuasivo, aggirando con estrema attenzione il rischio di idealizzazione e generazione di messaggi enfatici: è snella, dalla vocazione crossmediale e trasmessa a reti unificate, caratteristiche che la preparano a un messaggio condivisibile e la consegnano a una strategia tutt’altro che martellante.
La fusione tra attività produttive e azioni sistematiche e semplici disegna uno sbocco narrativo fruibile, che evita il pressing indebito e l’artificio non richiesto. I trenta secondi di durata sono rigidamente rispettati, senza volubili cambi di marcia, le relazioni sociali sono adeguatamente rappresentate e implicitamente connesse, nonostante i quadretti narrativi propongano modelli di quotidianità scissi.
Anche il passatempo del videogame, formativo se intrapreso con sane precauzioni, è incipit per il racconto dell’uso del fotovoltaico e trattiene due bambini di pari età nello stesso salotto, evitando il matching tra fasce d’età distanti e l’esaltazione del momento della vittoria.
Per una volta, possiamo dirlo, siamo vicini alla “heraviglia”: quest’ultima non è frutto dello slang della Tuscia, ma è megafono di uno sviluppo corale sul lato strutturale e infrastrutturale del Paese. Un lampo di energia che è sole, storytelling e visione, soprattutto nella data di oggi 22 aprile: la Giornata Mondiale della cura della Terra.